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MARCO BALDINI


Nato il 3 settembre 1959 a Firenze.  F *

In apparenza sempre arrogante e linguacciuto, il fiorentino purosangue l’è perennemente incazzato col mondo intero. Finanche il Sommo Poeta - esiliato dai suoi stessi concittadini - tuona contro “quello ingrato popolo maligno”: chissà in quale cerchio dell’Inferno dantesco avremmo dunque trovato Marco Baldini, fiorentino doc, che negli inferi (del gioco d’azzardo, quello estremo) ci è precipitato per davvero. Partner di Fiorello fin dai tempi di Radio Deejay, il baldanzoso Baldini inizia a lavorare a soli 21 anni come conduttore radiofonico per alcune emittenti toscane. Spigliato, brillante e provvisto di una ricca dose d’immediata simpatia, il ragazzo dimostra di saperci fare e di essere pronto per traslocare verso più alte frequenze. “A bordo della mia Mercedes bianca da zingaro coi finestrini abbassati e l’autoradio a manetta imboccai l’autostrada per Milano. Feci tutto il viaggio col gomito fuori dal finestrino e la sigaretta in bocca”. Così Baldini racconta ne “Il giocatore ” (la sua autobiografia data alle stampe nel 2008) l’inizio di quell’avventura, che lo porta da Firenze a Milano: destinazione Via Massena 2, sede principale di Radio Deejay. Città nuova, gente nuova, vita nuova: la sua seconda vita. Arriva con una valigia carica soprattutto di giovanili  speranze, il vivace dj,  e decide che non vuole più essere povero. Per lui, cresciuto nelle privazioni di una famiglia sorretta da un babbo che per quindici ore al giorno faceva il guardafili alla Sip, è arrivata finalmente la grande occasione. Primi anni Novanta, il suo maestro è Claudio Cecchetto, i colleghi di network si chiamano Linus e Albertino: belle macchine, belle donne, una casa da favola. Tutto quello che Marco ha sempre desiderato è lì, e lui lo vuole,  e subito, consenso popolare compreso. Ma come si fa a fare tanti soldi in poco tempo? La risposta per Baldini è solo una: giocando. Ecco allora che quella primordiale passione, tenuta sempre a bada (grazie, anche, all’occhio vigile del padre), riesplode come una bomba tra le sue mani. Bische clandestine, casinò, corse di cavalli, scommesse pesanti, molto pesanti, sempre più pesanti. Marco gioca ogni giorno, compulsivamente. La sua ossessione è una sola: il denaro. In dieci anni trascorsi tra ippodromi e tavoli da poker, dilapida tutto ciò che conquista grazie al suo lavoro di stimato e ammirato disk jockey. Com'è inevitabile, i guadagni non gli bastano più, il controllo della sua situazione comincia a sfuggirgli: prima un debito, poi un altro, poi un altro ancora. Comincia a chiedere soldi agli amici, partorisce fantasiose e spietate menzogne per ottenere i prestiti (il padre “moribondo” a più riprese, la sorella “messa incinta e abbandonata” almeno tre o quattro volte), inganna chiunque e senza ritegno, allontanando da sé tutte le persone che gli vogliono bene. In fondo al suo cuore sa bene che è tutto sbagliato. Sa che quella scossa di piacere che gli attraversa le viscere quando punta denaro al tavolo verde o in qualsiasi altra scommessa è solo un’illusione. Nei momenti di lucidità si rende conto che il gioco (a quei livelli) è soltanto un grande bluff:  questa droga, però,  è più forte di tutto. Poi arrivano quegli “amici” ch, se non paghi, ti fanno la pelle. E l’istinto di sopravvivenza compie il miracolo. “Mi urlarono in faccia di scavarmi la fossa. Una buca dove sotterrarmi. Una volta ammazzato. La scampai solo per caso e in quel momento presi la mia decisione. Basta con quella vita, con il gioco, con gli strozzini e con i debiti. Perché tanto, con l’azzardo, non si vince mai. Giochi, perdi e giochi di nuovo perché ti vuoi rifare. Invece affondi nelle sabbie mobili, sempre di più. Quella notte però non fu solo la paura a farmi dire basta. Fu lo schifo per come ero ridotto”. Quando finalmente riesce a smettere, abbandona la sua bella casa milanese e si trasferisce a Roma. Solo nella sua macchina, senza niente e nessuno al seguito, parte per ricominciare tutto da capo. E’ il 2001, l’inizio della terza vita di Marco Baldini. Da allora prende le cose come vengono, seguendo un motto mutuato da Chandler: “Gli angeli possono volare perché si sentono leggeri”. E la nuova vita romana segna la grande svolta, umana e professionale, dell’artista fiorentino. Grazie al  successo conquistato in coppia con Fiorello (“Viva Radio Deejay”, 1992), ritorna ai microfoni di Radio2 al fianco dell’amico di sempre, Rosario Fiorello: nasce “Viva Radio 2”. Il successo è straordinario, ogni puntata una deflagrazione di pura comicità. Le imitazioni di Fiorello, costantemente spalleggiato da un perfetto Baldini, sono un susseguirsi di canzonatori fuochi d’artificio ricchi d’ironia e allegria. Da Camilleri a Carla Bruni, passando per Ciampi e Berlusconi (lo smemorato di Cologno): non v’è personalità, più o meno illustre, che non passi sotto le unghie del tandem di Via Asiago. Gag e battute in sequenza coinvolgente, ma sempre con garbo e misura, tanto che i diretti interessati intervengono spesso in trasmissione, prestandosi, divertiti, al gioco dei due mattatori. Il trionfo è tale che nel 2006 il programma debutta con una puntata speciale, in prima serata su Raiuno. Ospite d’eccezione Lelio Luttazzi. Un mese dopo è la volta di Mike Bongiorno, protagonista con Fiorello di un esilarante sketch: gli ascolti volano al 36%. Si può osare di più: nasce “Viva Radio 2… minuti”, il varietà più corto della storia (anche se, in realtà, dura ben più a lungo degli annunciati due minuti): 14 puntate di un brevissimo show, che va in onda tutte le sere dopo il Tg1 delle ore 20.00. Ed è qui che Baldini dà il meglio di sé, rivelando anche inaspettate doti di ballerino e supportando in maniera ancora più articolata il camaleontico showman catanese. E sulla base di un successo ormai consolidato, Baldini decide di rimettersi in gioco, correndo da solo. Nel 2009 si arruola tra i concorrenti de “La Fattoria” (quarta edizione, condotta da Paola Perego). Durante la sua permanenza a Paraty in Brasile, il "contadino" Baldini non tradisce le aspettative del pubblico, che lo dà per vincente sin dalle prime puntate. Il testa a testa finale è tra lui e Morena Funari: due campioni di signorilità e bon-ton. Affabile, misurata e sollecita lei; signorile, caustico e bonariamente  ridanciano lui. Entrambi hanno lavorato secondo il copione del programma senza un lamento. Mai una polemica, un pettegolezzo o una scenata. Alla fine la vittoria va a Marco, che col 68% dei voti si aggiudica il montepremi di centomila euro interamente devoluti - è detto - ai terremotati dell’Abruzzo. “Ha vinto, non ci credo! Finalmente, dopo tutti i soldi che ha perso con le scommesse” esulta Fiorello. Gli  autori di “Viva Radio 2” la buttano sul ridere: “Era normale che Marco vincesse… Lo hanno votato tutti quelli che gli hanno prestato soldi”. Ma ance se il buon Marco ha ancora in sospeso qualche debituccio, il lavoro non gli manca di certo. Archiviata, per il momento, la fortunata collaborazione con Fiorello, dallo scorso settembre conduce un programma radiofonico su Radio Kiss Kiss. Il tempo libero è per l'amata moglie Stefania. La compagna giusta per per un ragazzaccio (cinquantenne) che si porta addosso come una seconda pelle la tentazione del rischio e dell'avventura. Marco è un uomo sensibile, sanguigno, appassionato di astrologia e si interessa di esoterismo: una vera e propria passione, che coltiva leggendo i testi di Gustavo Rol, famoso e discusso sensitivo del secolo passato:  “Dice che possiamo fare tutto se crediamo di poterlo fare - afferma convinto Baldini -. Voglia, passione, crudeltà, denaro ci hanno fatto dimenticare ciò che eravamo quando siamo nati: esseri perfetti diventati imperfetti. Ecco, dobbiamo tornare indietro”. Altra sua grande passione, più diffusa e terrestre, è la cucina. “Adoro cucinare per gli amici e soprattutto - dice - amo fare bene la spesa, scegliere le materie prime giuste per poi preparare piatti che abbiano consistenza e sapore. Non dimentichiamo poi il vino, senza il quale non concepisco davvero un buon pasto”. Un piacere che ha trasformato in un'attività imprenditoriale, aprendo insieme con altri soci, il ristorante “Sottoarponte”,  su un barcone in riva al Tevere. E il gioco? “Un giocatore rimarrà sempre un giocatore”, confessa. Ma, sentenzia Orazio, est modus in rebus!  Mi è simpatico, Marco Baldini: piccolo genio e grande sregolatezza. La sua carriera è legata alla radio, dove meriterebbe un maggior numero di asterischi, come eccellente campione di uno dei ruoli più difficili del varietà, "la spalla". Ma anche in televisione ha lasciato un segno, fresco e pulito, più che promettente.

(dicembre 2009)



(Corriere dello Sport, 05/03/2010)
Baldini: «Roma e Inter, turno da tre punti»
Il conduttore radiofonico fa i suoi pronostici: «Ai nerazzurri aggiungo anche l'handicap, vittorie sia per il Cagliari che per la Sampdoria»

(booksblog.it, 24/03/2010)
Libere! L'epopea delle radio italiane degli anni '70
Prefazione di Marco Baldini

(Ansa, 10/05/2010)
FIORELLO COMPIE 50 ANNI MA NIENTE FESTA
MARCO BALDINI:"Fiore, a 50 anni è ora di mettere la testa a posto e di trovarsi un lavoro serio,
tipo impiegato delle poste o cassiere in banca. E te lo dice uno che a 50 anni ha messo la testa a posto!"

 

 
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