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BRAVO MAURO MAZZA! VIETA LA MIA PRESENZA SU RAIUNO
di Cesare Lanza
Care amiche e cari amici,
spesso alcuni di voi mi chiedono notizie su programmi televisivi, mi
propongono idee, mi esprimono critiche e riflessioni per quanto succede.
Altri sono interessati, per curiosità o amicizia e/o affetto, alla mia
attività.
Perciò, dopo aver molto esitato, ritengo sia corretto darvi una notizia, per
me alquanto sgradevole.
Mauro Mazza, il direttore di Raiuno, ha vietato la mia presenza, nella "sua"
rete, non solo come autore, ma anche come opinionista. Non me lo ha detto
direttamente, l'ho appreso dai suoi collaboratori. Abbiamo avuto uno scambio
di sms, mi ha scritto, prudentemente, che si tratta di una scelta
editoriale. Credo invece che si tratti di una scelta dettata da discutibili
risentimenti personali.
Ho, infatti, avuto il torto di criticarlo in due occasioni: per aver
delegato ad altri le sue responsabilità per l'organizzazione del Festival di
Sanremo 2011; e, tre mesi fa, per aver ripetuto lo stesso - a mio avviso -
errore per il Festival del 2012, per di più, come tutti ricordano,
consentendo ad Adriano Celentano, eccellente cantante, di dire qualsiasi
cosa gli passasse per la mente, come improbabile predicatore.
Preciso subito, di questa modesta questione personale parlerò solo se
interesserà a qualcuno. Non intendo fare battaglie che mi riguardino. A
quasi settant'anni, come si dice in gergo, ho cantato le mie canzoni. E
sorrido di certe meschinità. Paradossalmente, pensate, il signor Mazza
mi era perfino simpatico: per certe curiosità culturali, ad esempio. Gli
regalai addirittura un bel libro, da bibliofilo a bibliofilo, non ricordo
più se di D'Annunzio o di un autore futurista. E ribadisco che non voglio
coinvolgere nessuno, nel mio caso.
La questione generale, però, mi interessa. Molto. Moltissimo. In questi
giorni si discute e si decide qualcosa sul futuro della Rai. Su questo
argomento tornerò, dicendo ciò che penso. Primo interrogativo:
la Rai può essere un'azienda di servizio pubblico o deve restare ormai solo
l'ambaradan, irrecuperabile, di prevalenti e arroganti poteri personali,
traffici di interessi, ingerenze politiche? Questo è il suo destino,
nonostante le sue enormi potenzialità e le qualità di tanti, in parte
oppressi, che ci lavorano con merito? L'interessante domanda non è inedita.
In un altro Paese, si sarebbe trovata da tempo una risposta. Mauro
Mazza, "per scelta editoriale", non mi consente di dire la mia, nella sua
rete. Ma ci sarà pure un Hyde Park, da qualche parte... E chiederò - sulla
Rai, non su di me! - un parere al Presidente della Repubblica, e al capo del
governo, che aveva mostrato buone intenzioni, su questo argomento.
Ps. Infine. Un paio di mesi fa, su Raiuno, per volontà del direttore
generale Lorenza Lei e del vicedirettore Giancarlo Leone, ma contro ogni
ostacolo possibile schierato in campo da Mazza, è andata in onda una puntata
test: "Socrate", dedicata alla meritocrazia. La puntata ha ottenuto un
risultato dignitoso, tre milioni di telespettatori. Ma ora, negli sms, mai
in un confronto faccia a faccia, Mazza osa dire che si trattò di un flop
costoso e inutile. E questo è davvero troppo. Risponderò, a difesa
delle centinaia e centinaia di persone che hanno aderito al mio movimento di
opinione, "Socrate 2000", apolitico e senza fine di lucro, a sostegno della
libertà di critica e di opinione (concetto che Mazza mi
vieta...). Dimostrerò che, sotto la gestione di questo direttore, i flop di
Raiuno, costosi e incomprensibili, sono stati tanti - tanti! - altri. E
parlerò anche dei miei errori, il primo è stato quello di voler andare in
onda comunque, nonostante le incredibili, grottesche difficoltà che fui
costretto a subire.
cesare@lamescolanza.com |
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