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Lettera aperta a Monti sulla Rai (non su Lanza)

Il Senatore a vita Mario Monti (Credits:EPA/JONATHAN BRADY)

 Caro Presidente del Consiglio,

Le scrivo non tanto come giornalista e autore televisivo (e scrittore per hobby), quanto come fondatore del movimento di opinione "Socrate 2000", che ha raccolto in breve tempo milleduecento adesioni e continua a estendersi in tutta Italia. Si tratta di un movimento del tutto apolitico, privo di fine di lucro, senza lacci burocratici, senza tessere, senza oboli per l'iscrizione, e diffuso soprattutto su Internet - l'unico territorio di autentica libertà che ci rimanga, sia pur sgangherata, in questo Paese che Lei tenta di rimettere in sesto. Il movimento chiede e propone un solo valore aggregante: la determinazione a battersi affinché in Italia, dove si è oltrepassato ogni limite sostenibile di scellerati favoritismi, venga restituita importanza concreta alla meritocrazia. Soprattutto nell'interesse dei giovani. Un movimento, se mi consente la leggerezza, sobrio e tecnico.

Caro professor Monti, nei giorni scorsi ho avuto uno sgradevole infortunio: ho appreso che il signor Mauro Mazza, direttore di Raiuno, ha vietato la mia presenza sulla "sua" rete, non solo come autore, ma anche come opinionista. Ufficialmente, la sua (non inaudita, nella Rai, purtroppo) decisione è motivata come una scelta editoriale; si sa bene invece che è determinata da risentimenti personali nei miei riguardi, perchè mi sono reso colpevole di aver criticato il suo operato.
Bene. Non è del mio caso personale che intendo assolutamente parlarLe, rischiando di farLe perdere tempo prezioso! Mi interessano, anche a nome del nostro movimento di opinione, le questioni generali: 
1. la necessità di restituire alla Rai i connotati di un'azienda di servizio pubblico;
2. ribadire nei fatti che in questo Paese si possano ancora esprimere liberamente opinioni critiche, corrette e mai calunniose, senza essere perseguitati con ripicche, punizioni, editti e vendette. Io so bene che, a parte il valore emblematico, il mio caso è di trascurabile entità. E Lei sa bene che ci sono precedenti vergognosi che hanno vietato a illustri personalità l'accesso alla Rai!

Insieme con me, molti italiani hanno seguito con simpatia il Suo evidente intento di cambiare le cose, alla Rai. Ebbene, caro Presidente, è giunto il momento. L'ultimo risultato elettorale dà l'ennesima riprova che il Paese è sempre più scontento di arroganze e indecisioni, rischia di precipitare in un pericoloso e confuso malessere. Ciò che succede alla Rai è la metafora di una certa decadente vita italiana. Proceda, signor Presidente!

Alla Rai ci sono eccellenti professionisti, mortificati spesso, o anche quotidianamente, da ingerenze politiche e interessi per nulla aziendali. Il direttore generale Lorenza Lei, a quel che si sa, ha messo i conti a posto. Il suo predecessore fu obbligato ad andarsene. I raccomandati fanno carriera e disastro. I meritevoli restano mortificati e impotenti, e quasi sempre zitti, per paura di perdere il posto. Se i conti sono a posto, è giunto anche il momento di guardare ai contenuti delle reti Rai e di dare a persone, che Lei saprà sicuramente individuare e valorizzare, con i poteri giusti, la possibilità di riportare in viale Mazzini trasparenza, cultura, merito, equità, indipendenza, rispetto delle persone, apertura a ogni voce e in particolare alle minoranze. 

Grazie per l'attenzione. Con deferenti saluti.
Cesare Lanza

 cesare@lamescolanza.com

 

8 maggio 2012


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