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Lettera aperta a Monti sulla Rai (non su Lanza)
Le scrivo non tanto come giornalista e autore
televisivo (e scrittore per hobby), quanto come fondatore del movimento di
opinione "Socrate 2000", che ha raccolto in breve tempo milleduecento
adesioni e continua a estendersi in tutta Italia. Si tratta di un movimento
del tutto apolitico, privo di fine di lucro, senza lacci burocratici, senza
tessere, senza oboli per l'iscrizione, e diffuso soprattutto su Internet -
l'unico territorio di autentica libertà che ci rimanga, sia pur sgangherata,
in questo Paese che Lei tenta di rimettere in sesto. Il movimento chiede e
propone un solo valore aggregante: la determinazione a battersi affinché in
Italia, dove si è oltrepassato ogni limite sostenibile di scellerati
favoritismi, venga restituita importanza concreta alla meritocrazia.
Soprattutto nell'interesse dei giovani. Un movimento, se mi consente la
leggerezza, sobrio e tecnico.
Caro professor Monti, nei giorni scorsi ho avuto uno sgradevole infortunio:
ho appreso che il signor Mauro Mazza, direttore di Raiuno, ha vietato la mia
presenza sulla "sua" rete, non solo come autore, ma anche come opinionista.
Ufficialmente, la sua (non inaudita, nella Rai, purtroppo) decisione è
motivata come una scelta editoriale; si sa bene invece che è determinata da
risentimenti personali nei miei riguardi, perchè mi sono reso colpevole di
aver criticato il suo operato. Insieme con me, molti italiani hanno seguito con simpatia il Suo evidente intento di cambiare le cose, alla Rai. Ebbene, caro Presidente, è giunto il momento. L'ultimo risultato elettorale dà l'ennesima riprova che il Paese è sempre più scontento di arroganze e indecisioni, rischia di precipitare in un pericoloso e confuso malessere. Ciò che succede alla Rai è la metafora di una certa decadente vita italiana. Proceda, signor Presidente!
Alla Rai ci sono eccellenti professionisti, mortificati spesso, o anche
quotidianamente, da ingerenze politiche e interessi per nulla aziendali. Il
direttore generale Lorenza Lei, a quel che si sa, ha messo i conti a posto.
Il suo predecessore fu obbligato ad andarsene. I raccomandati fanno carriera
e disastro. I meritevoli restano mortificati e impotenti, e quasi sempre
zitti, per paura di perdere il posto. Se i conti sono a posto, è giunto
anche il momento di guardare ai contenuti delle reti Rai e di dare a
persone, che Lei saprà sicuramente individuare e valorizzare, con i poteri
giusti, la possibilità di riportare in viale Mazzini trasparenza, cultura,
merito, equità, indipendenza, rispetto delle persone, apertura a ogni voce e
in particolare alle minoranze.
Grazie per l'attenzione. Con deferenti saluti.
8 maggio 2012 |
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