ORA LA RADIO FA STORIA

rai(di ANTONIO DIPOLLINA, doctor Repubblica) Come diceva qualcuno, cialis non c’è vuoto lasciato dalla nostalgia che non possa essere riempito dalla memoria. Teorema sempre più praticato in casa Rai, treat dove per esempio le estati degli ultimi anni hanno vissuto soprattutto intorno a Techetecheté, un blobbone di cose antiche piene di mostri sacri e di momenti sublimi in bianco e nero e agli albori del colore, rimasti appunto nella memoria collettiva – quando c’era solo quello da guardare in tv. Non c’è problema di colori ora, da lunedì 21, con la partenza in grande stile di Radio6Teca, canale web della radio pubblica (ascoltabile anche nelle radio Dab) che mette in fila programmi come Gran Varietà – quando c’era il varietà radiofonico – a innumerevole speciali con la musica dentro (titoli come “Morandissimo”) o l’informazione, vedi la riproposizione dei Giornali Radio legati ad avvenimenti importantii. Come già accade per Techetecheté la tendenza è sempre più quella di lavorare il prodotto antico, evitando di riproporlo e basta nella sua forma originaria, costruendovi attorno storie e rievocazioni.

L’AUDIO CON IL RACCONTO DI FABRIZIO DE ANDRE’

Nascono così speciali dedicati ai grandi momenti della storia raccontati dalla radio o a fatti di cronaca che hanno lasciato il segno (con la collaborazione delle sedi Rai regionali, anche, vedi il ciclo “Isola Nera” dedicato alla Sardegna e che si apre con una puntata dedicata al rapimento di Fabrizio De Andrè – a novembre è previsto analogo ciclo sull’omicidio Pasolini). Una realtà che non si può contestare: in quegli archivi Rai (quasi dei caveau) c’è una vera miniera – vedi per esempio reperti musicali, anche di classica e jazz, da mandare in visibilio gli appassionati – serve solo la pazienza degli archeologi di settore per farne materia di grande intrattenimento.

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