ROMA, DOPO 4 ANNI VLADIMIR LUXURIA LASCIA LA DIREZIONE ARTISTICA DEL GAY VILLAGE

Vladimir_LuxuriaDopo quattro anni alla guida del Gay Village, Vladimir Luxuria non sarà più la direttrice artistica. Nessuna rottura, ma piuttosto una decisione maturata insieme all’organizzazione della popolare kermesse romana, giunta alla sedicesima edizione. «Il mio era un impegno a scadenza – spiega al Messaggero Luxuria, attualmente impegnata come opinionista all’Isola dei Famosi – e sinceramente non avrei neanche pensato di arrivare al quarto anno. Pensavo di rimanere soltanto per una edizione. Ma poi mi sono divertita, mi sono affezionata a tutto il gruppo di lavoro e sono rimasta». «A suo tempo, accettai la proposta degli organizzatori, perché era un evento circoscritto all’estate, che mi concedeva una relativa libertà – spiega – e poi era tutto molto stimolante. Adesso, però, è arrivato il momento di cambiare». La direzione artistica della prossima edizione, quindi, sarà affidata ad un gruppo di creativi, che già da anni è impegnato nell’organizzazione della manifestazione, ideata da Imma Battaglia.
A pesare nella decisione, anche alcune proposte lavorative arrivate a Luxuria per la prossima estate. «Mi piace cambiare – aggiunge – e penso che il Gay Village riuscirà a camminare con le sue gambe. Ormai il nome è forte, al di là della mia direzione artistica. Continuerà ad essere un evento importante, grazie ai soci che lo hanno fatto crescere, anno dopo anno». A testimonianza dei buoi rapporti tra i soci e la Luxuria, la partecipazione di quest’ultima ad almeno una serata della prossima edizione: «Con Pino Strabioli presenterò il mio libro, ‘Il coraggio di essere una farfalla’ (edito da Piemme Edizioni), un testo autobiografico, che uscirà nelle librerie il 28 febbraio». «Del Gay Village ricorderò la professionalità – sottolinea – e la sensazione che si prova a stare in una grande famiglia, formata da un team di persone competenti, ognuna nel suo settore, a partire dai soci, passando per i tecnici, la direzione di palco, fino ai baristi. Un grande gruppo di lavoro, che mi ha permesso di passare quattro anni davvero speciali».

Il Messaggero

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