PAOLA PEREGO / ACCUSE INGIUSTE

Conosco bene Paola, bella e brava, per aver lavorato alcuni anni con lei. E non credo di essere influenzato dall’amicizia. È successo un piccolo pandemonio in seguito alla puntata di sabato pomeriggio, su Raiuno, per un dibattito sulla tendenza degli italiani a unirsi in matrimonio con ragazze dell’est e alle ragioni di questa tendenza. Niente, oggettivamente, di scandaloso. Tuttavia, proteste di varia caratura: il moralismo insopportabile dei soliti sepolcri imbiancati, il chiasso dei social network, il rincrescimento ipocrita di dirigenti paurosi, invidie e gelosie spicciole, inconfessabili. Addirittura si è invocato il dovere del servizio pubblico, per un pezzo di intrattenimento, quando la Rai in materia di servizio pubblico fa acqua da tutte le parti, con assoluto disprezzo dei suoi obblighi, per ben più doverose esigenze.
Di più: anni fa, “La vita in diretta” – il conduttore era Michele Cucuzza, responsabile Daniel Toaff – mise in onda un dibattito del tutto analogo, sullo stesso tema, senza che si levasse la minima protesta. La mia conclusione è che si sia trattato di un polverone strumentale, sollevato verso la Perego, ma in realtà diretto verso suo marito, Lucio Presta, un potente (anzi il più potente) procuratore nel mondo dello spettacolo, ammirato da molti (quorum ego) e osteggiato, invidiato da comparse e rivali.

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