Contrasti tra Paolo Bargiggia e Mediaset. L’azienda: “È un razzista”, la risposta del giornalista: “Mi riservo di tutelare la mia immagine nelle competenti sedi”

“Una nazionale completamente autoctona, un popolo di 4 milioni di abitanti, identitario, fiero e sovranista: la Croazia, contro un melting pot di razze e religioni, dove il concetto di nazione e Patria è piuttosto relativo: la Francia”. E’ il pensiero di Paolo Bargiggia, uno dei volti più noti dello sport Mediaset, che però non è andato giù a molti.

In rete, subito dopo la pubblicazione del tweet, gli animi si sono immediatamente scaldati, anche perché il tema, ovviamente di forte attualità soprattutto extracalcistica, non tarda ad essere percepito come ennesima manifestazione di nazionalismo estremo, di razzismo.

Bargiggia infatti già nel 2015 si era reso autore di tweet dai contenuti decisamente discutibili: “Piano piano ho deciso di bloccare i fan di zingari, cultura gay, immigrazione selvaggia e anti Italiani”. E non ha mai nascosto le sue simpatie per CasaPound che definì apertamente “l’unico vero argine al degrado civile e morale rimasto in Italia”.

Mediaset è intervenuta con una nota netta: “Tgcom24.it e Sportmediaset.it si dissociano fermamente dalle affermazioni dal tenore e dal contenuto razzista pubblicate da Paolo Bargiggia sul suo account personale di Twitter, in particolare quelle legate alla finale dei mondiali tra Francia e Croazia”.

Bargiggia però, dal suo profilo Facebook, ha risposto così alla nota aziendale: “Purtroppo per i signori del comunicato, segnalo che in Italia non è previsto il reato d’opinione, che la parola razza è contemplata dalla Costituzione e che il mio tweet sul profilo personale, non aveva contenuti razzisti ma rappresentava una semplice analisi di realtà. Trattandosi di un’accusa gratuita e grave, mi riservo di tutelare la mia immagine nelle competenti sedi”.

Blitzquotidiano.it

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