Il flop di Youth si poteva prevedere. Vi spiego perché

(Tiziano Rapanà) Lo scorso venerdì sera, Canale 5 ha trasmesso in prima visione Youth – La giovinezza di Sorrentino, racimolando un risultato mestamente modesto (si tratta di un milione e settantaquattromila con uno share del 6,6 percento). Un risultato che non stupisce per due motivi. Il primo è legato all’estate. Questa stagione non è mai propizia al conseguimento di buoni ascolti, perché la gente vuole uscire, godersi le ferie o comunque non restare in casa a soffrire la calura. Il secondo motivo è legato all’attuale “catena distributiva post-sala” lecita (dvd, pay tv, on demand presente su tutte le piattaforme) e illecita (lo streaming pirata), che permette allo spettatore di guardare una novità filmica a poco tempo di distanza rispetto all’uscita nelle sale. Tale accorciamento di distanza, ovviamente, distrugge l’antica idea dell’evento del film in prima visione. Purtroppo sono finiti i tempi gloriosi dei Filmissimi di Canale 5 o di Lunedì Film di Rai 1. Oggi una prima visione (a meno che non sia assoluta) non è più portatrice di grandi risultati d’ascolto.

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