Ve la ricordate Daniela Rosati? Ha lasciato la tv ed è diventata un’oblata (una “suora laica”)

Daniela Rosati

Non è la prima volta che lo racconta. Anche perché la sua conversione risale ormai a dieci anni fa. Eppure Daniela Rosati, ex moglie di Adriano Galliani, fa sempre notizia. Così come il cambiamento radicale della sua vita: dalla mondanità e al lavoro in tivù, alla spiritualità. Passata dal buddismo, prima di tornare al cristianesimo dal quale era partita.

«La mia vita prima era piena, ma incompleta, e oggi grazie alla fede posso dire di avere una vita felice» ha raccontato Daniela Rosati a Spy, in edicola. Spiegando: «Sono diventata oblata, consacrata all’ordine di Santa Brigida, e mi sono trasferita in Svezia dove la Santa fondò il suo Ordine». Però, non ha preso ancora i voti.

«Non sono una “vera” suora – chiarisce – Ma un giorno spero di entrare in convento e di vivere in adorazione perpetua. Ci ho messo parecchio tempo prima di capire che questa era la mia missione, anche se ho visioni da quando sono piccola». Continuando: «I miei amici, la famiglia, gli affetti non ho smesso di frequentarli. Ma ho lasciato da parte la vita sentimentale e vivo in castità. Se mi manca il lavoro? Ho un po’ di nostalgia del periodo a Mediaset, sono stati gli anni più belli».

In un’intervista di qualche anno fa a Credere, Daniela Rosati aveva dichiarato a Stefano Stimamiglio: «Nella mia vita ho capito che nulla accade per caso, che ogni nostro desiderio buono e ogni nostra aspirazione al bene viene da Dio e che lui dispone ogni cosa per la nostra felicità, anche terrena, se solo riusciamo ad affidarci a lui».

Già all’epoca viveva nel sud della Svezia, a Vadstena, in una casa accanto al convento delle suore Brigidine. Non suora, ma con «i voti di povertà, castità e obbedienza». Quanto al periodo buddista, che le dava «serenità ma non felicità», sempre a Credere aveva spiegato: «Lego il mio avvicinamento al buddismo al desiderio che ho avuto, fin da piccola, di aiutare gli altri. Credo che sia una disposizione del cuore, un dono del Signore, che così mi ha preparato a un futuro con lui». Ricordando: «Chi fa la volontà di Dio è felice. Ho capito che Gesù, nella sua misericordia, non ci abbandona mai, anche se in certi periodi della vita ci forgia nel fuoco. Lui mi ha sempre tenuta per mano, anche se sono una peccatrice. Per questo dico sempre a chi incontro: qualunque sia stata la tua vita, non è mai tardi per ritornare a Dio».

Il Secolo XIX

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