Rowan Atkinson sarà Maigret in una miniserie tv

Il celebre attore britannico che ha dato il volto a Mister Bean si cimenterà con l’ispettore inventato da Simenon

Maigret Sets a Trap è la nuova miniserie sul detective creato dalla mente di George Simenon. Andrà in onda su LaF a novembre e vedrà protagonista Rowan Atkinson, attore britannico dalla lunga esperienza, ma diventato popolare nel ruolo del goffo Mr. Bean, nei panni del commissario intento a catturare un serial killer che sta seminando il terrore nel quartiere di Montmartre, dove ha già assassinato cinque donne.

 Il primo dei due episodi, La Trappola di Maigret, era stato proiettato scorsa edizione del RomaFictionFest (a dicembre 2016) preceduto da un incontro con lo scrittore Donato Carrisi, autore de Il Suggeritore, e dal figlio di George Simenon, il produttore John. La miniserie è già andata in onda in Gran Bretagna su Itv e poi in Francia. I due episodi ambientati nella Parigi degli anni 50 (girati a Budapest) sono tratti da Maigret tend un piège e Maigret et son mort; opere pubblicate da Simenon rispettivamente nel ’55 e nel ’48. Rowan Atkinson riesce a dare un’impronta particolarmente dolente all’ispettore. A detta di alcuni critici è una delle interpretazioni più suggestive per l’attore britannico.
Montmartre, Parigi. Un serial killer sta perseguitando il quartiere. Cinque donne sono state uccise e le persone hanno paura di uscire di casa dopo il tramonto. Anche i giornali sono pieni di speculazioni e l’ispettore capo Jules Maigret non ha ancora un indizio ed è sotto pressione. Così ha inizio Maigret Sets a Trap, il primo film di questa nuova antologia di crime basata sui classici romanzi di Simenon. Un Maigret introverso, riflessivo, ha due collaboratori che lo seguono come la sua ombra, uno più giovane, l’altro veterano che lo conosce come un gemello. Jules non stempera la tensione, è concentrato sulle proprie trame mentali, ha una moglie con la quale ha un rapporto di complicità. Scansa le battute, si nasconde sotto l’ombra del cappello e dietro il fumo della pipa. Vive in una Parigi anni Cinquanta, buia, fumosa nei locali dello striptease. Deve sbrogliare il caso di questo serial killer che uccide le sue vittime tutte alla stessa ora, tutte con lo stesso rituale: dopo averle colpite alle spalle, l’assassino straccia loro le vesti. Ma non le deruba, né le violenta.
Uscirà vincente dall’indagine, ma per riuscirci dovrà tendere all’assassino una doppia trappola mortale, ma soprattutto dovrà scavare nell’oscura psiche di un uomo apparentemente rispettabile, sviscerare il suo perverso legame con due donne – la madre e la moglie – tiranniche e protettive al tempo stesso e smontare il tortuoso meccanismo che l’ha indotto a uccidere.
La signora Maigret è Lucy Cohu, anch’essa fuori dai soliti schemi. Intervistato dal giallista italiano Carrisi, il figlio Simenon jr al RomaFictionFest aveva rivelato che suo padre non andava a vedere le pellicole tratte dai noir che firmava.

Di Maigret sullo schermo se ne sono visti tanti, dall’indimenticabile Jean Gabin nel film del 1958 al corpulento Gino Cervi in tv (tra il 1964 e il 1972), ma prima ancora Pierre Renoir, Charles Laughton, Michel Simon, Rupert Davies, solo per citarne alcuni, fino al recente Sergio Castellitto del 2004, l’unico che presenta alcune analogie, a partire dalla fisicità asciutta, con il Maigret di Atkinson.

Prima che fosse trasmesso il secondo episodio della prima stagione, visto il successo del primo, Itv ha rinnovato la serie per una seconda stagione, sempre di due episodi.

huffingtonpost.it

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