MANNOIA: “ALL’ARENA FESTEGGIO 40 ANNI TRA MUSICA E IMPEGNO”

fiorella mannoia(Adnkronos)”All’Arena di Verona il 7 settembre si chiuderà un ciclo. Un capitolo che si era aperto con il doppio album antologico per celebrare i miei ‘primi’ 40 anni di musica e anche i miei 60 anni all’anagrafe. E con il successivo tour che doveva durare fino all’inizio dell’anno e invece, cialis a grande richiesta, see è andato ben oltre. E continuerà in tutta Italia quest’estate. Poi a Verona faremo una grande festa conclusiva con tanti amici che saliranno con me sul palco”. Fiorella Mannoia parla così con l’AdnKronos del concerto-evento che terrà il 7 settembre nell’anfiteatro della città scaligera e che vede il cast arricchirsi di giorno in giorno di colleghi che duetteranno sul palco con lei: ai già annunciati Loredana Berté, J-AX, Niccolò Fabi, Enrico Ruggeri e i Negrita, si aggiungono oggi Alessandra Amoroso ed Emma, con cui Fiorella ha già collaborato.

Il concerto sarà un’occasione per ascoltare in versione inedita tutte le hit che hanno segnato la carriera di Fiorella ma anche per vere e proprie “chicche mai eseguite prima: per esempio con J-Ax, con cui non ho mai cantato, stiamo pensando di fare un versione particolare di ‘Maria Salvador’. Non so che uscirà fuori ma mi diverte molto l’idea. Mi è sempre piaciuto misurarmi con sfide nuove”, racconta. In linea con la sua storia di artista conosciuta anche per il suo impegno sociale, la serata all’Arena di Verona è promossa dall’Airc (Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro) che nel 2015 festeggia il proprio Cinquantesimo anniversario. I fondi raccolti contribuiranno a finanziare il percorso di crescita di giovani ricercatori italiani e progetti di ricerca innovativi per rendere il cancro sempre più curabile.

Ma prima di arrivare a Verona, Fiorella ripercorrerà tutta la penisola con dei live all’aperto dove porterà una selezione dei brani contenuti nel disco antologico in cui ha inserito, in un cd, le canzoni più rappresentative di ogni suo disco, comprese quelle meno sentite, e nell’altro, ha reinterpretato celebri brani della musica italiana e duettato con altri eccellenti protagonisti della scena musicale nazionale. Con una scaletta che va da ‘Un bimbo sul leone’ a ‘Caffé nero bollente’, da ‘Come si cambia’ a ‘Quello che le donne non dicono’ di Enrico Ruggeri, da ‘Amore bello’ di Claudio Baglioni a ‘Una casa in riva al mare’ di Lucio Dalla, a ‘Sally’ di Vasco Rossi.

Ma per un ciclo che si chiude, ce n’è uno che si apre: quello della Fiorella Mannoia produttrice. L’esordio è l’album con cui Loredana Berté celebrerà a sua volta i 40 anni di carriera: “Sono stata veramente feclice si aver accettato la proposta di Loredana che è in un momento molto felice. Io non avevo mai fatto niente del genere prima ma potrebbe non essere la mia ultima volta da produttrice. Perché man mano che sono andata avanti mi sono resa conto che quando lavoro per me ho delle timidezze che non ho quando lavoro per altri: e per esempio ho chiamato Ligabue, gli ho chiesto un pezzo per Loredana e lui ha scritto un brano bellissimo che sentirete presto. Forse per me non l’avrei fatto. Mi sarei fatta mille problemi. Il resto del disco sono tutti duetti con colleghe che ripercorrono la grandissima carriera di Loredana a cui tutte noi dobbiamo qualcosa perché è davvero la prima e forse unica cantante pop rock italiana”, sottolinea Fiorella.

Quando si parla con Fiorella è difficile non parlare anche di attualità, in questo caso la crisi greca e il referendum di domenica scorsa con il trionfo del ‘no’, per il quale anche lei aveva tifato: “Questa Europa è unita per modo di dire. Perché in un’Europa unita non si strozza un Paese che è nelle condizioni in cui versa la Grecia. Questa Europa è solo un accordo basato sulle banche e le multinazionali. Non è cambiato nulla a parte il fatto di viaggiare senza passaporto e di usare una moneta unica. Forse la Grecia non era pronta per entrare in Europa e si è voluto accelerare il suo ingresso per motivi altri, così come forse si è fatta entrare troppo in fretta la Romania, col risultato che ora in molti sono in miseria e rimpiangono Ceausescu”. E l’Italia? “L’Italia ha un altro problema. Qui è la corruzione che brucia fiumi di denaro pubblico. Se non risolviamo questo problema questo Paese non si risolleverà mai”, conclude.

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