GILETTI E I SUOI DUELLANTI «VOGLIO FAR RICONCILIARE I PROTAGONISTI DI LITI IN TV»

giletti(Il Tempo) Su Rai1 in seconda serata il programma del conduttore
Si chiama “I duellanti” il nuovo programma in due puntate che Massimo Giletti condurrà su Rai1 in seconda serata, cure a partire dal prossimo lunedì 6 luglio. Sarà un singolare talk show nel quale il conduttore cerca di far “riconciliare” in studio, no rx due personaggi che, in passato, si sono scontrati frontalmente in una trasmissione televisiva. L’idea è di Giletti e il programma è realizzato in spending review.

Perché “I duellanti”?
«Sono partito dalla constatazione che tutti noi siamo duellanti nella vita attuale. Ma il duellante televisivo ha una dialettica che lo porta oltre, anche involontariamente, complice l’amplificazione delle telecamere. In ogni puntata mostreremo i protagonisti di storici scontri che rievocheranno in studio quanto è accaduto. La prima coppia di duellanti è formata da Aldo Busi e Alba Parietti. Litigarono nel 2011 nel programma condotto dalla Parietti su La7 “Alballoscuro” nel quale la padrona di casa non conosceva l’identità dell’ospite che avrebbe intervistato. Alla vista di Busi fece una battuta che scatenò le ire dello scrittore. Si ritroveranno entrambi in studio lunedì sera e ascolteremo se hanno elaborato quel furioso litigio».

Le altre coppie di duellanti?
«Sempre lunedì ci saranno in studio Vladimir Luxuria con Bruno Vespa e Piero Chiambretti. Rievocheremo un forte diverbio tra Luxuria e la Mussolini avvenuto a Porta a porta. La Mussolini non ha accettato l’invito ma l’abbiamo intervistata in esterna. Nella puntata del 13 luglio avremo Simona Ventura e Maurizio Gasparri, Alessandro Cecchi Paone e Vittorio Sgarbi che si sono più volte scontrati in tv. Parleremo anche del diverbio tra il pilota Michael Schumacher e David Coulthard avvenuto nel corso del GP del Belgio del 1998 ed avremo in studio Luca Cordero di Montezemolo che farà un’analisi di quanto accadde E sveleremo particolari inediti sulla testata con cui Zinedine Zidane colpì Marco Materazzi nel corso della finale del campionato del mondo 2006».

Avrete i due in studio?
«No, ma siamo riusciti nell’impresa difficilissima, di intercettare Zidane e di chiedergli spiegazioni su quel fatto spiacevole. C’è una reazione “tosta” e non piacevole di Zidane, tutta da seguire. In studio avremo Marcello Lippi, che era l’allenatore della Nazionale di calcio dell’epoca, a raccontare quanto avvenne in seguito».

È stato difficile convincere i duellanti a venire in studio?
«È stata necessaria molta pazienza. Ho parlato con ognuno di loro a lungo. E sono soddisfatto dei risultati ottenuti: se non sono riuscito a portare tutti in studio, molti sono stati intercettati in esterna. Posso anche anticipare che a distanza di anni non tutti i rancori tra i litiganti si sono sopiti».

L’idea del programma è stata sua. Ma chi sono stati i primi duellanti della storia della televisione?
«La primogenitura della dialettica della litigiosità è del programma “Speciale per voi” di Renzo Arbore. Era il 1968 e i giovani parlavano senza filtri con i cantanti dell’epoca. Ce ne parlerà lo stesso Arbore in un’intervista e rivedremo alcuni scontri a vvenuti proprio in quel programma».

La filosofia dei duellanti è diversa da quella de “L’Arena”?
«Siamo in presenza di una tv che, non essendo legata all’attualità, come invece lo è L’Arena, può essere sempre fruibile».

Ci saranno altre puntate de “I duellanti”?
«Ci stiamo lavorando perché il programma è il tipico esempio di una tv ripetibile e a costo zero. L’idea è stata mia ed io l’ho regalata alla Rai. Il programma è stato realizzato da tre persone, da me, da Annamaria De Nittis e da Manuela Imparato in sole tre settimane e con tre telecamere».

Il suo contratto con la Rai scade nel giugno 2016. Sarà ovviamente rinnovato?
«Per adesso penso a lavorare e a concludere il mio contratto con una grande serata, il prossimo 2 giugno 2016 per i 70 anni della Repubblica. Tutto il resto si deciderà dopo. Io sono una persona leale che è sempre stata al suo posto, ho un ottimo rapporto con il direttore di Rai1 Giancarlo Leone e a ottobre festeggio i miei 25 anni di Rai. Un traguardo di grande rispetto».

Quale cambiamento auspica per l’azienda di viale Mazzini?
«In Rai ci sono potenzialità professionali di grandi rilievo. C’è bisogno di meritocrazia».
Marida Caterini

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