Le mie pagelle dei conduttori Rai

di Cesare Lanza per LaVerità
*Ha collaborato Donato Moscati

Diciamolo ancora una volta (inutilmente): è pessima l’abitudine – concessa ai conduttori, ai responsabili dei programmi, persino ad alcuni telegiornali – di partecipare al vezzo italiano del massiccio esodo per le vacanze. Ad agosto l’Italia si ferma e ad agosto, anche molto prima, si ferma la Repubblica fondata sulla televisione. Basterebbe poco per differenziare le ferie, limitare quelle dei conduttori, spesso super pagati. Ma non è così. Ne approfittiamo per puntualizzare ciò che è accaduto nella stagione passata, in attesa di quella nuova. Cominciamo dai conduttori Rai, a seguire le conduttrici e i personaggi di Mediaset, La 7, Sky… Si salvi chi può (mi riferisco ai telespettatori).

 

Amadeus (Ravenna, 4 settembre 1962). “I soliti ignoti”, un successo: conduzione garbata. Buoni ascolti anche per l’esperimento estivo “Ora o mai più”. Qualche anno fa sembrava al tramonto. Aveva un ghigno diabolico, autodistruttivo. Il pubblico lo stava abbandonando. Invece è rinato, con la freschezza di una volta. Misteri, miracoli televisivi. E può aspirare a qualsiasi traguardo: come molti altri però, anche al Festival di Sanremo. RESUSCITATO.


Alberto Angela: (Parigi, 8 aprile 1962) Finalmente un figlio di papà (Piero) all’altezza del ruolo. É il volto giovane della cultura in Rai. Programmi divulgativi, ascolti eccellenti. Ha conquistato il sabato sera di Raiuno. Apprezzatissimo in azienda anche per la disponibilità. FIGLIO MERITEVOLE.

 


Piero Angela (Torino, 22 dicembre 1928). Nel 1955 corrispondente del Telegiornale da Parigi, indimenticabile conduttore della prima edizione del Tg delle 13.30 e nel 1976 (in tandem con Andrea Barbato) del TG2. Nel 1981 inventa “Quark” – divulgazione purissima, ancora in onda – e diventa il guru della cultura e della scienza spiegate al popolo. Novantenne ormai, ma IMPAREGGIABILE.

 


Corrado Augias (Roma, 26 gennaio 1935). Conduce il quotidiano “Quante storie”, su Raitre. Scalpore e polemiche per il suo compenso: con i diritti d’immagine quasi 300mila euro, più del direttore generale! Si può? Imperturbabile, non si fa coinvolgere. SNOB.

 

 

 


Massimo Bernardini (Milano, 16 luglio 1955). Giornalista appuntito, ha scritto per Avvenire e Famiglia Cristiana. Da più di un lustro conduce “Tv talk” e due volte mi ha invitato moraleggiando sul trash e preparandomi un agguato (mal riuscito, ma non spetta a me dirlo). Nasconde tesi preconfezionate con malevoli pregiudizi. IRRITANTE.

 

 


Carlo ContiCarlo Conti (Firenze, 13 marzo 1961). È da tempo il leader di Raiuno, tranquillizza pubblico e dirigenti. E fa sempre ascolti importanti. Ha lasciato il Festival di Sanremo dopo tre anni vincenti per “Tale e Quale Show” e “Lo Zecchino d’oro” e ha recuperato con successo “La Corrida”, capolavoro di Corrado. All’alba del Duemila lavorai con lui in due edizioni di “Domenica in”: sognava di emulare Pippo Baudo e qualcuno lo prendeva in giro. Ex impiegato di banca, super metodico. E anche per questo ce l’ha fatta. Augurabile maggior trasparenza su compensi e collaboratori. ANTIDIVO, INSTANCABILE.


Gabriele Corsi (Roma, 29 luglio 1971). Gavetta a “Le Iene” con il Trio Medusa. È la novità di casa Rai. Prima protagonista di “Cartabianca” e poi su Raidue in “Boss in incognito”, si impone nel preserale estivo “Reazione a catena”. Look discutibile: baffi superflui, abito miserabile. Gli piace un po’ troppo ballare e cantare, si agita e tenta di fare spettacolo ispirandosi vagamente a Paolo Bonolis. Nella prossima stagione farà “Quelli che il sabato” con un occhio agli anticipi di Serie A e alle partite di B. PROVACI ANCORA, GABRIELE.


Riccardo Cucchi (Roma, 31 agosto 1952). Da giornalista ed ex radiocronista sportivo ha debuttato nella conduzione della vegliarda, ma ormai storica, “Domenica Sportiva”. MALCERTO.

 

 


Costantino Della Gherardesca (Roma, 29 gennaio 1977). Fa successo con “Pechino Express”, prima concorrente e poi conduttore. E ora su Raidue programmi in primetime, in continuazione. Flop della nuova edizione di “The Voice”, nella prossima stagione un quiz quotidiano. SOVRAESPOSTO.

 

 

 


Franco Di Mare (Napoli, 28 luglio 1955). Giornalista esperto, curriculum rilevante come inviato di guerra. Ha condotto il Tg2, poi il Tg1 e anche “La vita in diretta” e “UnoMattina”. Ineccepibile professionalità, ma il suo vero mestiere era quello precedente. FUORI POSTO.

 

 


Fabio Fazio (Savona, 30 novembre 1964). Promosso da Raitre, tra forti polemiche, su Raiuno con il suo “Che tempo che fa”. Ascolti in altalena, comunque deludenti. Ha un contratto blindato, con compensi che provocano scandalo. Estraneo alle esigenze della rete ammiraglia, e però si difende con un fortino di buone relazioni e utili riferimenti. Stile scaltro, spesso insopportabile perché acquiescente (diciamo così) nelle interviste. GINOCCHIA ARROSSATE.


Gigi & Ross, all’anagrafe Luigi Esposito (Napoli, 19 luglio 1978) e Rosario Morra (Napoli, 13 gennaio 1976). Primi passi ne “La tintoria”, il successo arriva con “Made in Sud” che li porta a condurre anche “Sbandati” e “Scanzonatissima”. Nella prossima stagione, prime serate e “Quelli che il sabato”. EMERGENTI? Forse, al momento con un punto interrogativo.

 

 

 


Alessandro Greco (Taranto, 7 marzo 1972). È riuscito a ottenere ascolti (nella fascia più debole di Raiuno) con “Zero e lode”. Incomprensibilmente non é stato riconfermato! Gli viene rimproverato un pubblico troppo giovane. Aveva trionfato in “Furore” e “Colorado”, a seguire una lunga e inspiegabile decadenza. Forse il suo destino è di essere INCOMPRESO.

 

 


Riccardo Iacona (Roma, 27 aprile 1957). Giornalista inchiestista. A lungo collaboratore di Michele Santoro: “Samarcanda”, “Il rosso e il nero” e “Moby dick”. Nel 2009 la prima serie di “Presadiretta” e porta alla luce molti scandali italiani. Quest’anno gli ascolti si sono assestati al 5%. TENACE.

 

 


Milo Infante. (Milano, 5 luglio 1968) È stato protagonista dei pomeriggi di Raidue fino al 2012, per la prossima stagione si prepara al rientro con il programma “Generazione giovani”: racconterà i ragazzi di oggi e le loro difficoltà e sfide. LOTTATORE.

 

 


Flavio Insinna (Roma, 3 luglio 1965). Un anno di pausa per l’ex presentatore di “Affari tuoi”, qualche ospitata, soprattutto nel talk di Bianca Berlinguer. Per lui è previsto il rientro su Raiuno, alla guida de “L’Eredità”. I dubbi sono pesanti, dopo i “fuori onda” mandati da “Striscia la notizia”, con inattese espressioni, volgari e insultanti, del conduttore. Un drammatico infortunio. Come reagirà il pubblico? FUORICLASSE INCAUTO.


Marco Liorni (Roma, 6 agosto 1965). Conclude l’esperienza de “La vita in diretta”, con bassi ascolti in questa edizione. Nel suo futuro ci doveva essere “L’Eredità”, che però è stata affidata ad Insinna. Come contentino – ha l’aria del bravo ragazzo, educato – gli mollano un format ideato da lui per il sabato pomeriggio. Ma ci sono corteggiamenti da parte di Mediaset e La7. OUTSIDER.

 

 


Marco Lollobrigida (Roma, 3 aprile 1971). Giornalista sportivo di Raisport, nel 2018 ha condotto “Il sabato della DS”, approfondimento calcistico con commenti ed analisi degli anticipi del sabato del campionato di Serie A. SECONDA LINEA.

 

 

 


Luca e Paolo, all’anagrafe Luca Bizzarri (Genova, 13 luglio 1971) e Paolo Kessisoglu (Genova, 25 luglio 1969). Sono approdati in Rai quest’anno: “Quelli che il calcio”, “Camera caffè” e “Quelli che dopo il Tg”. Riconfermati per l’anno prossimo. Il loro umorismo è un po’ usurato ma ancora popolare, la qualità è indiscutibile: anche se i tempi gloriosi sono recenti, ma sembrano remoti. Come il pesto e la focaccia genovese, GODIBILI.

 

 


Enrico Lucci (Velletri, 17 febbraio 1964). Da due anni ha lasciato “Le Iene” per Raidue. Alla conduzione di “Nemo – Nessuno escluso” è il solito ragazzaccio che graffia, sia in studio che nei servizi. Pungente, ironico. Nella nuova stagione ci sarà un quotidiano “Accesso Lucci” subito dopo il Tg2. ETERNA PROMESSA.

 

 

 


Giancarlo Magalli (Roma, 5 luglio 1947). É sempre lì nel mezzogiorno di Raidue. Passate le liti fastidiose e spocchiose (con Adriana Volpe) ha la sua isola felice ne “I fatti vostri”: tra storie, quiz e l’oroscopo di Paolo Fox, con l’esperienza fa compagnia alle massaie italiche. VECCHIO ARNESE.

 

 


Tommaso Mecarozzi (Sinalunga, 2 novembre 1975). È un telecronista sportivo: nel 2000 vince il concorso per entrare nella Scuola di Giornalismo della Rai e nel 2003 comincia a lavorare. Dal settembre 2017 conduce “Dribbling”. Dove sono i memorabili leoni dello sport Rai di una volta? VOLENTEROSO.

 

 

 


Paolo Mieli (Milano, 25 febbraio 1949). Storico direttore del “Corriere della sera”, adora la visibilità: in tivu lo trovi ormai dovunque come ospite, ma non è invadente; in Rai mette le unghie da sempre in programmi incentrati su argomenti storici, come “Correva l’anno” o “La grande storia”. Nella prossima stagione avrà il daytime su Raitre “Passato e Presente”. INGOMBRANTE E AUTOREVOLE.

 


Giovanni Muciaccia (Foggia, 26 dicembre 1969). Volto storico del programma per bambini “Art Attack”, famosa l’imitazione che ne fece Fiorello. Non è riuscito a crescere, come ci si aspettava. Tornerà in Rai con il programma mattutino «5 cose da sapere». ELEMENTARE.

 

 

 


Massimiliano Ossini (Napoli, 22 dicembre 1978). Dopo tanta gavetta è passato dai giochini di “Mezzogiorno in famiglia” all’approfondimento di “Uno Mattina Estate”, dal passaggio delle mele con la bocca alle interviste politiche. DUTTILE.

 

 

 


Federico Quaranta (Genova, 27 marzo 1969). In radio e tivu, specialista di enogastronomia: dopo essere stato per qualche anno a “La Prova del cuoco”, promosso alla conduzione di “Linea Verde”. UNA SCOMMESSA.

 

 

 


Patrizio Roversi (Mantova, 4 febbraio 1954) È appassionato di viaggi e grazie anche alla vena comica ne ha fatto un lavoro. Ha condotto per 5 edizioni “Linea Verde”. DIGNITOSO.

 

 


Gianluca Semprini (Roma, 31 agosto 1970). Ha lasciato SkyTg24 nel 2016, arriva a Raitre dove Daria Bignardi gli affidò “Politics”, il programma che doveva prendere il posto di “Ballarò”. L’esito fu disastroso, programma chiuso dopo poche puntate per i bassi ascolti. Quindi relegato a Rainews24 prima nell’edizione notturna e poi in quella serale. Per tutta l’estate al timone di “La vita in diretta – Estate”. Un merito: non gode di favoritismi politici. Purtroppo NON SFONDA.


Salvo Sottile (Palermo, 31 gennaio 1973). Doppio impegno per il giornalista, il quotidiano “Mi manda Raitre” con un discreto successo e in seconda serata “Prima dell’alba”, con benevolenza di critica. Arrembante, energico ma tuttora INCOMPIUTO.

 

 


Tiberio TImperi (Roma, 19 ottobre 1964) Dopo 22 anni lascia “Unomattina in famiglia” e arriva a “La vita in diretta”. Avrebbe tutte le carte in regola per decollare: gavetta, esperienze, professionalità. Ma gli manca ancora lo “zic” che distingue gli artisti dagli artigiani. GREGARIO.

 

 

 


Bruno Vespa (L’Aquila, 27 maggio 1944). Il suo salotto è ancora la Terza Camera dello Stato? Nella moltitudine di approfondimenti politici, “Porta a Porta” non sembra più il talk preferito dai politici. Forse ce ne sono troppi! Quindi Vespa mixa politica a spettacolo a cronaca, gli ascolti lo premiano sempre meno spesso. Azzoppato? Macchè, resta comunque in prima linea, non si parla di ritiro. INESAUSTO.

 

 

 

(1. Continua…)

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