NUOVA AUDIRADIO, IL VIA AD APRILE

Alla società che rileverà gli ascolti hanno già aderito le principali emittenti, buy viagra Frt e Aeranti-Corallo. Sarà controllata esclusivamente dagli editori radiofonici

radioIn aprile sarà operativa una nuova società per la rilevazione degli ascolti radiofonici, che avrà come azionisti solo gli editori radiofonici e alla quale hanno già aderito tutte le principali radio commerciali, la Rai, e le associazioni Frt e Aeranti-Corallo, che rappresentano le emittenti più piccole. In queste settimane ci sono da limare solo alcuni aspetti tecnici, si stanno scrivendo i patti parasociali, e poi si andrà dal notaio per dare il via a una sorta di nuova Audiradio, ma, questa volta, controllata esclusivamente dagli editori e senza azionisti dal mondo degli investitori pubblicitari o delle agenzie. Si partirà, ovviamente, dalla ricerca base di Radio Monitor, effettuata in questi anni da Eurisko, e che è servita a tappare la dolorosa falla della chiusura di Audiradio nell’estate del 2011 dopo feroci lotte intestine tra editori. Alla indagine telefonica di Eurisko, tutta quantitativa, si dovrà però affiancare qualcosa di più tecnologico, che abbia a che vedere con la formula del meter. Una formula, però, tutta da studiare, poiché la sperimentazione meter, effettuata sulla radio in passato da Ipsos, non ha dato i frutti sperati.
E una rilevazione precisa e condivisa degli ascolti radiofonici mai come in queste settimane diventa di fondamentale importanza per gli assetti del mercato. Il mezzo radio, infatti, è in crescita decisa sia come audience sia come raccolta pubblicitaria, salita di oltre l’8% nel 2015 rispetto al 2014 e che nel 2016, dopo la flessione di gennaio (-3,4%) ha già riassorbito il piccolo stop con un bel mese di febbraio. In base agli ascolti vengono distribuite le fette di investimenti pubblicitari, fette su cui in questi giorni sta indagando l’Antitrust.
Da inizio 2016, infatti, la concessionaria Mediamond (jv Mediaset-Mondadori) si occupa della raccolta pubblicitaria delle tre emittenti di Finelco (105, Rmc, Virgin) e poi di R101, Radio Italia, Radio Subasio, Kiss Kiss, Radio Norba, Media Hit e Radio Aut. Si è partiti (chiudendo a fine 2015 la concessionaria Nove Nove di Finelco) anche senza avere ancora tutte le autorizzazioni dalle autorità competenti, che si son prese un po’ di tempo per deliberare su eventuali concentrazioni che potessero limitare la concorrenza. L’Antitrust, ora, in base a indiscrezioni raccolte dal Sole-24 Ore, avrebbe preso la sua decisione: Mediamond può rilevare la concessione pubblicitaria delle radio Finelco (105, Virgin radio e Rmc), ma deve lasciare quella per Radio Italia (21 milioni di euro nel 2015) e di Kiss Kiss (6 mln nel 2015). Che a questo punto potrebbero accasarsi in Manzoni o crearsi una autonoma concessionaria pubblicitaria.

Italia Oggi

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