Calcio e diritti tv. De Siervo (ad di Infront Italia) spiega lo sviluppo della Serie A all’estero

Luigi De Siervo, ad di Infront Italia

Sono passati poco più di due mesi dall’annuncio che IMG, società di sport marketing, ha acquisito i diritti tv di Serie A all’estero per le prossime tre stagioni, per un costo di 371 milioni di euro.

IMG nell’asta ha superato MP & Silva, che deteneva i diritti per il triennio 2015-18, Perform e BeIN Sports (Al Jazeera). Nonostante l’offerta di MP & Silva fosse superiore a livello econcomico, i presidenti dei 20 club di Serie A hanno preferito la strategia di distribuzione e il piano di sviluppo di IMG per far crescere la Serie A all’estero.

Un’asta che non ha mancato di scatenare anche polemiche. Per questo, Calcio e Finanza ha intervistato in esclusiva l’amministratore delegato di Infront Italia, Luigi De Siervo, per far luce su quello che è accaduto e su quello che i tifosi che seguono la Serie A all’estero potranno aspettarsi nei prossimi anni.

Quale è stato il ruolo di Infront nel processo per la vendita dei diritti tv internazionali della Serie A?
«Infront attualmente è advisor della Lega Serie A: da consulente, ha quindi lavorato con la Lega per garantire una determinata quantità di ricavi per la vendita dei diritti tv esteri. Abbiamo ricevuto le offerte, le abbiamo valutate e poi abbiamo negoziato in privato sia con le singole emittenti sia con le grandi società media. Abbiamo poi proceduto ad analizzare ulteriormente e condividere la nostra opinione con la Lega, perché poi spetta ai presidenti dei club votare per prendere la decisione definitiva».

Su 20 club, 18 hanno votato a favore di IMG. Tra chi si è opposto c’è il presidente del Napoli Aurelio Di Laurentiis, perché riteneva che la cifra ricevuta fosse insufficiente. Che importo si aspettava di ricevere?
«Sebbene la Serie A abbia raddoppiato l’ammontare dei ricavi rispetto alla precedente asta, De Laurentiis si aspettava di ottenere ricavi simili a quelli ottenuti dalla Liga, circa 636 milioni di euro».

Il divario tra i ricavi dai diritti tv internazionali della Liga e i 371 milioni di euro che incasserà la Serie A è evidente e netto. Tuttavia, De Siervo è fiducioso che la Serie A, per il prossimo triennio, riuscirà a colmare in modo significativo il gap attuale, anche grazie a cambiamenti positivi per quanto riguarda la governance della Lega. Inoltre, la strategia in atto riguardo la trasmissione di partite in date e orari diversi e su diverse piattaforme potrà far crescere gli spettatori.

Scegliendo IMG rispetto a MP & Silva, si può ritenere ci sia una strategia e un approccio differente rispetto all’attuale situazione. Quale parte della proposta IMG ha attratto maggiormente i presidenti? Quali cambiamenti si verificheranno in futuro per quanto riguarda la distribuzione e l’accesso alle partite di Serie A all’estero?
«IMG ha presentato un piano di sviluppo molto approfondito, non solo per le aree in cui esiste una distribuzione consolidata, ma anche in alcune parti del mondo in cui è meno sviluppata. Per quanto riguarda le aree già consolidate, IMG ha partner forti e distributori già stabiliti con altri campionati che potrebbero fare leva. Per le aree in cui la distribuzione è meno consolidata, IMG ha un piano audace per sfruttare le ultime tecnologie e far  crescere l’offerta OTT in modo che le partite di Serie A siano accessibili quasi ovunque con facilità. Vogliamo garantire al maggior numero di spettatori la possibilità di guardare le partite, sia online che in TV».

In Nord America, la Premier League viene trasmessa su NBC mentre la Bundesliga su FOX, canali che quasi tutti hanno o comunque visibili a costi relativamente bassi. Le partite di Serie A vengono invece trasmesse in inglese su BeIN Sports, che ha costi maggiori e non viene distribuito ovunque. Vista la scelta di concentrarsi maggiormente sugli aspetti qualitativi rispetto a quelli quantitativi, possiamo ritenere possibile che i presidenti e Infront vorrebbero che l’IMG trasmettesse le partite di Serie A su un canale che tutti a larga distribuzione? IMG può essere obbligata a farlo?
«Sebbene non possiamo obbligare IMG a scegliere un canale specifico per trasmettere le partite di Serie A, la nostra preferenza è quella di rendere le partite disponibili per quanti più spettatori possibile e seguire il modello degli altri campionati che ha menzionato. Speriamo che questo sarà il risultato. IMG ha dettagliato la sua strategia per noi e abbiamo fiducia nella loro capacità di offrire ciò che hanno promesso».

I tifosi della Serie A si sono spesso lamentati del fatto che Bein Sports abbia dato priorità alle partite della Liga rispetto alla Serie A. Per citare un esempio, l’anno scorso invece di mandare in onda il big match tra Roma e Juventus, Bein Sports trasmise Barcellona-Las Palmas. Se questa è la situazione attuale, come si può promuovere la Serie A all’estero correttamente?
«Sono a conoscenza di questo problema e l’errore non riguarda Bein Sports direttamente ma il lato della distribuzione. Gli appassionati di calcio all’estero, specialmente sui social media, tendono a connettersi di più ai singoli giocatori che alle squadre, da cui l’attrazione per il Real Madrid e Barcellona grazie a Cristiano Ronaldo e Messi. Bein Sports trasmette le partite che i loro distributori dicono che attireranno il maggior interesse e gli spettatori, quindi si adattano».

Per gli italiani all’estero, è stato annunciato che le partite di Serie A continueranno a essere disponibili su RAI Italia. Il canale, nelle scorse stagioni, non era in HD: in base ai nuovi accordi, cambierà qualcosa a riguardo?
«Secondo i termini del nuovo accordo, RAI Italia sarà obbligata a trasmettere le partite in HD a partire dalla stagione 2018-19. Inoltre, RAI Italia trasmetterà solo tre partite ogni fine settimana anziché sette come parte dell’offerta “Comunità italiane”»

Marcello Furglele, Calcioefinanza.it

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